BMW 3er

NUOVA SERIE 3 : F30

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La sesta generazione della Serie 3 è stata sviluppata nel corso dei tardi anni 2000, nel periodo in cui l’allora capo designer Chris Bangle lasciò la BMW ed affidò il timone del suo reparto ad Adrian van Hooydonk, che già contribuì in maniera assai valida al disegno delle linee di precedenti modelli quando ancora era collaboratore di Bangle.
Trattandosi del modello BMW dalle maggiori potenzialità commerciali (al momento del suo debutto la Serie 3, nelle sue prime cinque generazioni aveva totalizzato circa 12 milioni di esemplari in tutto il mondo), il fermento era grande, sia presso gli atelier stilistici dove la valente squadra di van Hooydonk lavorava alle linee del nuovo modello, sia presso il reparto tecnico, dove i progettisti ebbero l’idea di utilizzare per la nuova berlina lo stesso pianale della seconda generazione della Serie 1, opportunamente rivisto ed allungato nel passo. Da sempre, uno dei punti dolenti delle varie generazioni della Serie 3 era costituito dalla limitata abitabilità posteriore, un neo che sebbene fosse stato via via ridotto, continuava comunque a far sentire almeno in parte i suoi effetti. Rimanendo invece sul piano squisitamente tecnico, il pianale della F20 avrebbe permesso più facilmente alla nuova Serie 3 di utilizzare i nuovi motori turbocompressi da 1.6 litri nelle versioni di base, com’era nei progetti dei responsabili e dei vertici dell’azienda, ed in ossequio alla tendenza al downsizing sempre più pronunciato che stava diffondendosi a macchia d’olio presso quasi tutte le Case automobilistiche.
I primi rendering della stampa si ebbero intorno al 2009, per divenire più frequenti l’anno seguente, quando cominciarono a circolare i primi prototipi camuffati per i test di prova su strada. In effetti, si voleva migliorare ed ulteriormente affinare le già eccellenti qualità dinamiche delle gamma E90 e delle sue derivate Touring, coupé e cabriolet.
Il debutto della nuova Serie 3 F30 non avvenne nell’ambito di una kermesse automobilistica, quale poteva essere il Salone diFrancoforte o quello di Ginevra, ma presso il BMW Welt, il noto parco commerciale sito a Monaco di Baviera, dedicato unicamente alle vetture BMW e a tutto quanto abbia a che fare con il marchio dell’Elica. Qui, il 14 ottobre del 2011, la F30 è stata svelata al pubblico per la prima volta. Subito dopo, la vettura ha cominciato ad apparire anche sui siti internet BMW di tutto il mondo. La berlina E90, tuttavia, rimase a listino fino alla fine dello stesso anno.
L’avvio della sua commercializzazione è fissata per l’11 febbraio 2012, inizialmente nella sola configurazione berlina a tre volumi e a quattro porte. Gli allestimenti previsti sono quattro: uno di base ed altri tre denominati Luxury, Sport e Modern.

Design ed interni

Va detto che già dalla diffusione delle prime immagini ufficiali, la F30 non mancò di suscitare qualche perplessità per via di alcune soluzioni stilistiche giudicate troppo forzate. Ma in generale la vettura attirò su di sé una buona impressione generale per la classica impostazione tipica non solo del marchio, ma nella fattispecie del modello stesso. Il lavoro svolto dai designer fu infatti quello di reinterpretare concetti stilistici classici e risalenti addirittura alle prime generazioni della Serie 3. Si ritrovano così il corpo vettura dalle “spalle larghe”, ben piantato a terra, il profilo a cuneo che da sempre ha caratterizzato le precedenti Serie 3 e il muso proteso in avanti. Proprio il frontale, ha attirato su di sé alcune perplessità per via dei suoi nuovi gruppi ottici protesi verso il centro e che vanno a toccare la classica calandra a doppio rene, quest’ultima giudicata una forzatura da una non trascurabile fetta di pubblico. Tali gruppi ottici sono del tipo sdoppiato, ormai un must per la Casa tedesca, e propongono un taglio aggressivo e minaccioso. Quasi a voler costituire un legame con la precedente generazione, il cofano motore propone quattro nervature longutidinali, simili a quelle che hanno caratterizzato a suo tempo il cofano motore della E90 post-restyling. Aggressivo è anche il disegno del paraurti anteriore, quasi una sorta di ghigno minaccioso. Qui sono state ricavati due convogliatori di aria dalla funzione aerodinamica. Tali aperture ottimizzano il flusso aerodinamico lungo le ruote anteriori e permettono una maggiore penetrazione aerodinamica, contribuendo in maniera leggera anche alla riduzione dei consumi. A tale proposito, va detto che il Cx ottenuto per la nuova berlina è stato appena di 0.26, un valore quasi da record. La vista laterale, pulita nelle linee e tutto sommato piuttosto sobria, non manca però di slanci dinamici, riscontrabili nei passaruota bombati, nel padiglione spiovente e nella nervatura longitudinale che parte dal parafango anteriore e solca la fiancata in corrispondenza delle maniglie porta fino a toccare i gruppi ottici posteriori. Un tocco di classicità è dato anche dalla presenza, anche in questo caso, del noto gomito di Hofmeister. La coda è stata un’altra fonte di perplessità per la sua eccessiva similitudine stilistica con la parte posteriore della contemporanea generazione della Serie 5, ossia la F10. Si ritrovano quindi i fari dal disegno “ad L” e la coda tronca con un lieve accenno di spoiler integrato nella zona del portello bagagli.
Per gli interni della F30, i designer BMW hanno pensato di reintrodurre il cockpit orientato al conducente, scomparso nella precedente generazione, ed allo stesso tempo hanno anche pensato di suddividere la zona anteriore dell’abitacolo in un’area destinata al conducente ed una dedicata al passeggero, ed allora ecco che il tunnel centrale appare molto massiccio e pronunciato. Quanto al cockpit, esso risulta orientato di circa sette gradi verso il conducente. Il cruscotto è a quattro strumenti circolari del tipo black panel, mentre la plancia, anch’essa massiccia, è dominata dal grande display dell’iDrive. La manopola di quest’ultimo è stata sistemata in posizione asimmetrica rispetto al tunnel, in maniera tale da poter essere utilizzato più facilmente anche dal passeggero. Grazie alle dimensioni del corpo vettura sensibilmente aumentate, migliora anche l’abitabilità, specie nella zona anteriore, ma anche posteriormente, dove i passeggeri possono disporre di 18 mm in più per le gambe ed 8 mm in più di altezza. Un risultato che in realtà non così impressionante, visto l’aumento di 93 mm della lunghezza esterna totale e di 50 mm nel passo. In aumento anche la volumetria del bagagliaio, con 20 litri in più a disposizione, per un totale di 480 litri.

Personalizzazioni  estetiche F30 : 

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SERIE 3 E90:

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La sigla BMW E90 identifica la quinta generazione della Serie 3, un’autovettura berlina di fascia medio-alta prodotta dal 2005 al 2013 dalla casa automobilistica tedesca BMW.

Da essa sarebbero state poi derivate la versione con carrozzeria station wagon (E91), la coupé (E92) e la cabriolet con tetto rigido (E93).

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Struttura, meccanica e motorizzazioni :


La BMW 330i

La struttura della E90 era costituita da un mix di acciai altoresistenziali e lamiere di acciaio di altro tipo. Ciò permise di ottenere una scocca più rigida del 25% rispetto alla E46, ma anche più leggera di circa 30 kg. I progettisti BMW hanno inoltre incrementato l’utilizzo della lega di alluminio, visibile specialmente nel telaietto di supporto del motore e nelle componenti delle sospensioni. Un grande lavoro è stato svolto anche per quanto riguardava la distribuzione dei pesi tra i due assi. Alla fine, per questa vettura, il peso è suddiviso in percentuali comprese tra il 48% ed il 52% tra asse anteriore ed asse posteriore, perciò quasi ottimale. Ciò era stato possibile, oltre che dalla tradizionale architettura a motore anteriore e trazione posteriore, anche dal fatto che il motore era stato sistemato in posizione arretrata all interno del vano motore. Il comparto sospensioni prevedeva un avantreno di tipo MacPherson a doppio snodo ed un retrotreno multilink a 5 bracci. Proprio il retrotreno, che presentava lo schema più costoso da realizzare, fu rivisto in modo da incrementarne le prestazioni in termini di tenuta di strada e precisione di guida, ma anche di escursione di molleggio (e quindi di confort di marcia). Presenti su entrambi gli assi anche le molle elicoidali, gli ammortizzatori a gas e le barre antirollio.

L’impianto frenante era a doppio circuito e prevedeva com’era ormai consuetudine irrinunciabile, quattro dischi, tutti di tipo autoventilante, del diametro di 300 mm e con pinze flottanti. Ovviamente era presente il servofreno, ma anche i dispositivi elettronici di ausilio alla guida che interagivano normalmente con i freni, quali l’ABS, l’ESP (noto come DSC presso la Casa bavarese), l’ASC+T, il DBC (assistente alla frenata di emergenza) ed il CBC.
Al suo debutto, la E90 era disponibile nelle seguenti versioni e motorizzazioni:
320i: versione di accesso alla gamma d’esordio, equipaggiata con un motore quadricilindrico da 1995 cm³ in grado di erogare una potenza massima di 150 CV;
325i: versione intermedia spinta da un 6 cilindri in linea da 2497 cm³ e con potenza massima di 218 CV;
330i: versione di punta mossa da un motore da 2996 con potenza massima di 258 CV;
320d: versione a gasolio spinta da un motore turbodiesel common rail da 1995 cm³ in grado di erogare fino a 163 CV di potenza massima.

Una sola la variante di trasmissione disponibile di serie sull’intera gamma: si trattava di un cambio manuale a 6 marce. Su tutte, però, era possibile avere con sovrapprezzo un cambio automatico Steptronic a 6 rapporti

Personalizzazioni estetiche  e90 e91 e92 e93 :

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KIT TOURING  E91 STATION WAGON 

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